Lettera ai miei figli #15

Bambini,
Dove è il babbo?
Mamma ha questa voglia di fare l’amore con lui… Non ho mai fatto l’amore con nessuno fino ai 23 anni.
Oggi mi ho messo ad imaginarlo; me ed il vostro babbo saltiamo fra le onde, e c’è questa luna piena, bianca. Mi spoglio del vestito e lui mi guarda. E lo guardo anch’io, ed i miei seni sono anche bianchi sulla luna, ed lui sorride, ed io sorrido. Il mio sguardo cerca le sue mani, mi metto sulle sue mani. E l’amo. Voglio dirlì che l’amo, che l’ho amato sempre, da tantíssimo tempo…
Saltiamo fra le onde, le mani interlacciate, i corpi nudi, le anime ancora piccole, belle, giovanne. Gli chiedo di dirmelo solo una volta, voglio sentirlo almeno una volta.
Ti voglio bene, com’io gli ho sempre voluto bene.
E poi urlo, come dal film che ho guardato ieri:
– Voglio qualcuno che me sorprenda.
Ed il vosto babbino me sorprende e dice:
– Facciamo l’amore sulla sabbia?
E forse facciamo l’amore con la schiena sulla sabbia e la luna negli occhi.
Fa freddo, fa veramente freddo. Ma lui m’abbracia, ed io l’abbracio. Ed, all’interno dei suoi bracci, l’estate è qualcosa d’eterno.

Sono stata io chi l’ha disegnato quella bocca. Quella bocca scelta, con assoluta libertà, fra tutte le bocche.  Ed adesso parliamo di Julio Cortázar; Cortázar diceva che, quando Horacio bacciava Maga, la sentiva tremare contra lui, come una luna sull’acqua. Anch’io voglio tremare contra il vostro babbo, di freddo, d’amore, d’antecipo, di stanchezza, di adorazione, proprio come la luna sul mare.
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